Pinochet e il futuro.

La morte di Pinochet chiude un'altra pagina della storia delle dittature sudamericane ma lo fa in modo del tutto insoddisfacente. Non tanto per la soddisfazione che avrebbe dato condannarlo per i suoi crimini dato che a 91 anni non avrebbe comunque scontato pene detentive ma per il più grande danno che ogni dittatura fa al proprio paese, per la mancanza di Giustizia.

Morto il capo rimangono a piede libero i suoi tantissimi complici e collaboratori, parecchi dei quali in alte posizioni nelle forze armate e nell'economia cilena, rimangono le domande della popolazione.

Dove sono sepolti i due/tremila desaparecidos?
Chi ha finanziato e sostenuto, dentro e fuori il Cile, il golpe di Pinochet?
Chi risarcirà in qualche modo i 10.000 deportati?
Chi renderà conto alle decine di migliaia di cileni obbligati a lasciare il paese durante la dittatura?

Sanare le ferite in un paese come il Cile vuol dire rispondere a queste domande. Vuol dire condannare i responsabili e attraverso i processi stabilire una volta per tutte come sono andate le cose. Chiarire ogni omicidio, ogni stupro, ogni pestaggio, ogni rapimento, ogni trasferimento di denaro, ogni contratto stipulato dal governo illegittimo con aziende cilene o straniere. E' solo la verità a pacificare un paese.

E non vale solo per il Cile.

Se guardiamo alla vecchia Europa vediamo come solo oggi la Spagna stia cercando di fare i conti con il franchismo grazie ai provvedimenti, spesso di grande valore simbolico, del governo Zapatero.
La Grecia non ha risolto l'eredità della dittatura dei colonnelli (1967-1974) basta guardare a Cipro per rendersene conto.
Alla Germania non è certo bastato il processo di Norimberga per fare piazza pulita, così come in Italia l'amnistia di Togliatti non ha certo sanato tutte le ferite.

Discorsi simili valgono per tutti i paesi del mondo che hanno subito dittature, dalla Serbia di Milosevic al Paraguay di Stroessner.

Arrivare alla Giustizia è un percorso lungo e straziante. Il dimenticatoio è più comodo, più attraente. Ma chi ha subito lutti o sciagure può dimenticare? Chi non ha visto nemmeno uno spicchio di giustizia può veramente andare avanti?

The Swordman

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Pinochet e il futuro.ultima modifica: 2006-12-12T11:09:09+01:00da the.swordman
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7 pensieri su “Pinochet e il futuro.

  1. ieri sera che pensavo a tutte le cose che mi ha fatto tornare in mente la morte di questo bastardo, ho anche pensato che avrei voluto leggere cosa ne pensavi tu. hai ragione a fare tutte queste domande ma purtroppo secondo me rimaranno senza risposta. noi le sappiamo ma c’è tanta gente che non ne ha idea, o non le interessa o pensa di vivere meglio non sapendo. da me in argentina qualcosa si sta muovendo ma non credo si arriverà alla giustizia che voremmo noi. grazie per aver colmato una mia aspettativa Swordman, un abbraccio.

  2. x ragioni di verità storica il centro destra ha messo la fiducia nelle ultime tre finanziarie ed in una su tre solo al senato e non alla camera. sempre nel rispetto della verità storica è almeno riuscita ad arrivare alla fine della discussione in commissione bilancio, stavolta non ci sono riusciti nè alla camera e nemmeno al senato. è stato ieri vannino chiti a dire approviamo la finanziaria e poi la riformuliamo, perdonami mi pare una minchiata. che facciamo una finanziaria finta e poi in assestamento di bilancio ricambiamo tutto? una minchiata notevole ma va bene così se a tutti va bene così. andiamo a fassino, fassino dice o facciamo le riforme o andiamo in tilt, io sono quasi certa che appena arriviamo a parlare di riforma delle pensioni andremo in tilt. li aspetto al varco ma ne sono convinta. il problema è un problema strutturale, la gente non sta capendo un cazzo. ha soltanto l’impressione che pagherà semplicemente di più. e tendenzialmente hanno ragione, qui da noi avremo l’aumento dell’irap causa patto di stabilità. questo governo forse durerà cinque anni e se durerà cinque anni sarà solo merito di casini che ha bisogno che questo governo duri il più a lungo possibile. se andassimo da elezioni oggi l’udc probabilmente scomparirebbe, servono un paio di anni a casini per portare avanti la sua lotta contro berlusconi. questi sono i fatti come li vedo io. vedo un paese in crisi, verissimo, servono soldi ma vedo anche l’uccisione di tutti i progetti di sviluppo. servono soldi per la ricerca è un bello slogan la verità è che sono stati soltanto tagliati. niente ricerca niente sviluppo, si doveva tagliare altrove non lì. vedo un paese confuso che ieri sapeva che esisteva la tassa per i suv poi ha scoperto che non esiste. addirittura questo governo ha pensato di eliminare il 5 per mille per la ricerca, poi si dice c’abbia ripensato ma il solo fatto di aver pensato ad una minchiata del genere e quello che mi fa dire che è una sinistra molto di destra. una sinistra che non sta rispettando nessun patto. una sinistra dove la signora fassino litiga e fa pollaio sulle droghe leggere. una sinistra che sta mettendo in serissima difficoltà ribadisco la sua base. la dirigenza non lavora nel territorio la base non sa come rispondere. allora aspetto il grande emendamento del senato ma sinceramente sono convinta che o cambiano rotta e devono farlo subito, per subito intendo il 1 gennaio oppure perderanno soprattutto la base. lo dico ribadisco da grande militante di sinistra, lo dico perchè forse qualcuno di sinistra ai nostri mirabilanti dirigenti deve far capire come vanno le cose. non si fa così politica. si torni sul territorio per favore, si vada a capire che mille euro sono esattamente uguali a un milione delle vecchie lire ormai. forse è necessario fermarsi un attimo e parlare con i propri elettori, quelli più fedeli, quelli che non hanno fatto voltagabana quando a vincere è stato berlusconi, quelli che hanno perso consulenze e lavori per non girare la faccia al centro sinistra. quelli che oggi non capiscono più cosa cazzo stiamo facendo. si mettano per un attimo in discussione vadano per i collettivi e chiedano alla loro base cosa pensate? chiedano agli operai di mirafiori perchè i fischi? chiedano a quei due milioni di persone in piazza san giovanni cosa sono andati a fare. smettiamola di stigmatizzare. l’elettore di centro sinistra, generalmente, a differenza di quello di destra non accetta le decisioni per dogma divino. vuole contare e se non conta preferisce andarsene e smettere di votare. stiamo perdendo una risorsa importante, stiamo perdendo la nostra migliore occasione. io chiedo solo questo che per un momento si mettano in discussione che domandino prima alla loro vera base territoriale e poi anche a tutti gli altri perchè non sono d’accordo con loro. smettiamola con la storia è presto per tracciare bilanci, siamo in caduta libera. non era mai successo, ripeto mai che un governo con meno di un anno di età avesse un calo così vertiginoso di consensi.

  3. Ok sword… sto mettendo tutto a punto… ma tieni conto che se per te è stato difficile con il 10%, io che c’ho un risicato 5% di irrazionalità fattuale (in altri campi ne ho un sacco) … beh, sto respirando a fondo più volte per scegliere il timing esatto…

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